Autore: Business Coach Tiziano Fiori

Nel flusso continuo della vita quotidiana prendiamo decisioni in ogni momento: alcune minuscole, altre cruciali, molte automatiche, poche davvero consapevoli. E tuttavia, proprio quelle scelte che sembrano semplici – un “sì” o un “no”, un “qui” o un “lì”, un “adesso” oppure “non ancora” – possono cambiare la traiettoria del nostro futuro personale, professionale e relazionale.
Il punto chiave è che decidere non è mai un atto neutro: è influenzato dallo stato interno in cui ci troviamo. Quando siamo agitati, polarizzati, giudicanti o reattivi, la nostra mente restringe le possibilità. Quando invece siamo centrati, presenti, liberi dal giudizio, la nostra percezione si amplia e la qualità della decisione si eleva.
Essere centrati significa avere accesso alla parte più lucida, stabile e razionale della nostra esperienza. È il luogo interiore in cui emozioni e pensieri non comandano, ma dialogano. È lo spazio in cui valutiamo, ponderiamo e distinguiamo ciò che è utile da ciò che è solo reattivo.

Essere fuori dal giudizio, invece, permette di sospendere le conclusioni affrettate: non etichettiamo l’opzione come “giusta” o “sbagliata”, “buona” o “cattiva”, ma la osserviamo. Questo consente alla mente di funzionare con maggiore oggettività. In coaching, questa condizione viene definita “presenza neutrale”: un assetto mentale che permette di ridurre i bias cognitivi e di aumentare l’efficacia decisionale.
Quando siamo davanti a un bivio importante, il nostro sistema nervoso si attiva: cerca sicurezza, controllo, prevedibilità. La centratura interrompe questo automatismo, riportando coerenza tra ragionamento, emozione e comportamento. È in questa coerenza che nascono le decisioni migliori.
Quali sono, dunque, le condizioni ideali per avvicinarsi alla scelta più idonea?
Un assetto psicofisiologico che unisce:
– respirazione stabile e profonda;
– osservazione dei pensieri senza attaccamento;
– sospensione del giudizio su di sé e sul risultato;
– consapevolezza del proprio stato emotivo;
– connessione con i propri valori e con l’obiettivo reale;
– chiarezza sulle conseguenze future, non solo immediate.
La scelta più efficace non è quella più veloce, ma quella più allineata. È frutto di uno stato mentale ampio, non compresso. È un atto di leadership personale, che richiede presenza, lucidità e capacità di ascolto interiore.
Quando siamo centrati, decidere non significa reagire: significa guidare la nostra direzione futura.

Suggerimento del Business Coach Tiziano Fiori
Riscontri nell’Attività di Coaching
Le decisioni prese in stato di tensione mostrano, nel tempo, una percentuale molto più alta di ripensamenti. I coachee che imparano a centrarsi riducono la volatilità emotiva e aumentano l’aderenza alle scelte che compiono.
Le Persone Più a Rischio
Chi vive sotto pressione costante, chi teme il giudizio, chi ha difficoltà a distinguere emozione e percezione. Sono profili che decidono spesso per evitare qualcosa, non per costruire.
Soluzioni Pratiche
– Respiro quadrato (4–4–4–4).
– Mini-pausa di 90 secondi prima di ogni scelta importante.
– Scrivere le opzioni senza valutarle.
– Valutare la scelta in base ai valori, non alla paura.
Un’Alternativa Strategica
Ridurre la velocità della mente per aumentare la qualità. Non decidere subito: osservare, raccogliere dati, tornare centrati e poi procedere.
Come può Aiutare un Business Coach?
Un Business Coach aiuta a:
– identificare i bias decisionali;
– potenziare la centratura e la lucidità;
– distinguere reazione da scelta consapevole;
– definire criteri oggettivi per decidere;
– costruire un modello decisionale stabile e replicabile.

